Dipré & Tommasi: non circonvenzione di incapace, ma marketing web tra persone consenzienti

L’ultima cosa che avrei pensato di inserire in questo blog è un articolo riguardante le gesta di Andrea Dipré e Sara Tommasi. Anzi, nell’ultimo periodo, mi rifiutavo di guardare i video dell’avvocato, sia per evitare di contribuire al dileggio di quella che ritenevo una persona incapace di intendere e volere, sia per evitare di generare introiti al canale Youtube di Dipré tramite “i suoi mezzucci”.

Spinto da un amico, però, stavolta sono venuto meno ai miei propositi. Vi cito le sue parole:

Solo un genio poteva segnare un limite del trash così basso nell’era del trash. Lui ci è riuscito. Applausi. [..] Pensavamo di essere assuefatti al trash. Questo video segna un’epoca. È sociologia pura. Descrive ciò che siamo più di qualsiasi tipo di letteratura.

Chi mi conosce sa che un’argomentazione del genere, per me, è irresistibile. Quindi, ho visto il video e, sin dai primi secondi, ho abbandonato immediatamente ogni moralismo. Qui Dipré, oltre a far fare al suo trash il tonfo di qualità di cui parla l’amico mio, ha fatto venire allo scoperto la sua operazione di web marketing. Ma bando alle ciance, per ora. Buona visione, riprenderemo il discorso dopo il video.

Guardate il video con distacco. Se non l’avete guardato con distacco, abbandonate un attimo la compassione umana per “la povera Sara Tommasi” e provate un approccio più analitico.

Adesso, ripensate al percorso della coppia Dipré-Tommasi sul web nel suo insieme. Ripensate alla sequenza delle loro pubblicazioni. Chi ha visto Dipré in passato, sa già che lui conosce perfettamente i meccanismi con cui si costruiscono dei personaggi sul web. Dipré ha una piena padronanza del trash, proprio perché è il trash fatto persona.

Ora, dopo questa pubblicazione estrema, comincio a pensare che la Tommasi non sia più la persona incapace di intendere e volere che era in passato, ma che abbia capito con chi ha a che fare e che ne abbia sposato appieno il progetto, decidendo di non mettere una pietra sopra ai propri trascorsi, ma di sfruttarli, insieme alle idee di Dipré, per far soldi.

Non mi stupirebbe se Dipré e Tommasi fossero soci in affari e se emergesse che sanno entrambi molto bene quello che fanno. Con tutte quelle visualizzazioni, tra l’altro, scatta il partenariato con Youtube, il che vuol dire guadagno ad ogni visualizzazione.

Consideriamo che, senza collaborazione attiva da parte della Tommasi, e se ci fosse stata anche la più minima interferenza da parte del mondo esterno (famiglia Tommasi, in primis), non sarebbe stato possibile realizzare questo video, e non sarebbe neanche uscito. “E il film porno?”, mi chiederete, “Anche quello uscì”. Sì, è vero, ma c’è anche da dire che alcune delle persone coinvolte nella produzione e nella ripresa furono arrestate pochi mesi dopo. Invece, nonostante si parli da parecchio tempo di circonvenzione di incapace, Dipré è ancora a piede libero. Perché non è mai partita un’azione penale al riguardo? Perché quest’ultimo video è lì, indisturbato? La risposta che mi sono dato è la seguente.

Se “nessuno aiuta la Tommasi”, è perché lei ha deciso di fare la diva del trash come lavoro.
Se “nessuno aiuta la Tommasi”, è perché chi le sta vicino sa, a differenza nostra, che lei sta lavorando e che sta costruendo un personaggio con cui far soldi per un po’.
E se “nessuno denuncia e nessuno interviene”, è perché, probabilmente, quello tra Dipré e Tommasi è un rapporto di lavoro certificato, in cui Dipré organizza l’aspetto del marketing web e la Tommasi si presta scientemente ad un ruolo.

Del resto, è il mondo dello spettacolo, cari lettori. È un mondo dello spettacolo alternativo a quello delle TV ed alternativo anche a quello dei locali, ma sempre mondo dello spettacolo è. È una nicchia di espressione differente, che però funziona con gli stessi meccanismi di finzione e costruzione del personaggio.

Ripenso, inoltre, all’intervista con la Lucarelli, una delle più grandi influencer web. Secondo me, quello è stato un colpo di genio e la Tommasi è stata un’ottima interprete: quell’intervista sarebbe diventata inevitabilmente virale e la Lucarelli, data la sua logorrea web (qualità indispensabile per il suo lavoro), non avrebbe potuto non scriverne.

Insomma, secondo me, qui non siamo davanti ad una circonvenzione di incapace. Dipré è diventato un genio del web marketing e della viralità e, secondo me, la Tommasi ne ha sposato SCIENTEMENTE il progetto. Poi, magari, fanno anche una vita dissoluta. Ma lo fanno da persone coscienti e consenzienti, secondo me.

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