La controinformazione e la teoria della montagna di merda

Chiunque di voi ha letto i miei articoli in passato, noterà che questo post contrasta un po’ con le mie produzioni più datate. La stessa cosa verrà notata da chi, per qualche strano motivo, decidesse di farsi un giro sul mio blog e vedere cosa scrivevo quattro anni fa 😀 In ogni caso, la risposta è la stessa: col tempo si cresce, si matura, si mette da parte un po’ di massimalismo imberbe, si conosce meglio il mondo e, quindi, se ne parla anche con più cognizione di causa, abbandonando man mano i semplicismi e le visioni aprioristiche da giovane studente.

Dopo quasi un anno di silenzio, spinto da quattro letture avvenute per puro caso nella tarda serata di oggi, ho deciso di parlare di controinformazione. Per completezza, riporto gli articoli a cui mi riferisco:

Questi quattro articoli, estremamente correlati tra di loro, hanno costituito una lettura molto piacevole, della durata di 15 minuti, riguardante storia e stato attuale di complottismi, bufale e satira, e che ha approfondito criticità che emergono quando un’utenza priva della necessaria attitudine al filtraggio ha a che fare con questi contenuti.

Visto il mio passato di lettore di controinformazione in ambito geopolitico ed economico, questa lettura è stata una sorta di amarcord, che mi ha portato a ricordare quale è stato il mio rapporto con la controinformazione, come ne sono uscito e quali sono state le riflessioni, invero piuttosto amare, che ne sono scaturite.

Quando ancora fruivo di controinformazione in ambito geopolitico ed economico, ad un certo punto ho sbattuto il naso contro il fatto che, quando parlavo di quei temi con chi quella roba l’aveva studiata, mi ritrovavo a non capire nulla delle risposte che mi venivano fornite, soprattutto quando si trattava di economia. La mia comprensione nulla non era dovuta al fatto che i passaggi della risposta erano logicamente scorrelati, ma al fatto che l’esperto “andava veloce” e io non avevo conoscenze pregresse sufficienti per legare tra loro i concetti della risposta.

Ogni volta, ogni singola volta, la semplicità delle argomentazioni che leggevo e riproponevo contrastava con la complessità delle risposte utilizzate per confutarle. Man mano, quindi, le analisi contenute nelle mie letture mi apparirono sempre più semplicistiche.
Inoltre, mi accorgevo del fatto che chi mi rispondeva usava un taglio analitico molto differente da quello usato nelle mie letture: in particolare, gli elementi alla base del suo ragionamento erano realmente “elementari” e numerosi, a differenza degli assiomi piuttosto grossolani e delle “reductio ad unum” largamente presenti nella controinformazione.

Decisi di smettere completamente con la controinformazione quando, durante il terremoto in Emilia, sentendo in TV che l’epicentro era molto superficiale, per qualche secondo mi balenò l’idea che fossimo sotto attacco statunitense (se vi sfugge questo passaggio, buon per voi, vuol dire che avete evitato di perdere tempo leggendo cose tipo HAARP e terremoti artificiali con epicentro poco profondo 😀 ).

Passati quei 5 secondi, tornai in me e decisi che quelle letture stavano cominciando ad alienarmi. Troncai con la controinformazione, di netto, anche aiutato dal fatto che Informazione Scorretta aveva chiuso da poco. Sì, forse quella sarebbe stata l’unica fonte che mi sarebbe mancata. Infatti, nonostante qualche discesa di troppo nel complottismo, mi aveva comunque aperto gli occhi sulla geopolitica, sul mercato del petrolio, sulle crisi a W, sulla finanza speculativa (in particolare, naked CDS) e sui false flag. In ogni modo, per un ingegnere informatico come me, che al massimo aveva fatto un micro-corso di due mesi, all’università, imparando concetti iper-elementari di macroeconomia e di analisi degli investimenti, stare appresso a tutte quelle informazioni, verificare le fonti, filtrare ed elaborare una visione sensata richiedeva troppo tempo. Inoltre, stando a contatto con una percentuale alta di frescacce, a fronte di una quantità piuttosto ridotta di informazioni verosimili, si stavano comunque facendo largo i germi del complottismo becero. Insomma, il gioco non valeva la candela e richiedeva anche troppo tempo per essere giocato.

Fu inevitabile, comunque, pensare alla montagna di articoli e post che avevo letto, nonché alla quantità enorme di persone che, insieme a me, si era nutrita di quei concetti, applicandovi però molto meno spirito critico. Fu inevitabile pensare a quanta fatica avrebbe fatto, il mio amico esperto, se avesse ipoteticamente deciso di tirar fuori dal complottismo tutti quegli altri fruitori. Pensai a quanto sarebbe stato complicato fornire risposte esaustive e corrette nello stesso linguaggio semplice della controinformazione. Pensai alla lunghezza enorme degli articoli o dei post che ne sarebbero derivati. Infine, pensai a quelli che non gli avrebbero creduto per partito preso.

Pochissimi mesi dopo, un altro mio amico mi fece leggere l’articolo che, per me, segnò l’acquisizione di un nuovo livello di consapevolezza riguardo lo stato dell’informazione in internet. L’originale non si trova più ma, per fortuna, è stato copiato ed incollato integralmente da più parti. In pratica, metteva in forma organica quei pensieri un po’ scomposti che avevano seguito l’abbandono della controinformazione e che ho elencato sommariamente nell’ultimo capoverso. Visti lo stile di scrittura, i riferimenti tecnici e quella particolare goliardia nel lessico che mi ricorda l’università, direi che è opera di un ingegnere, e si chiama “La teoria della montagna di merda”.

Se non ne avete mai sentito parlare, vi consiglio fortemente di leggerlo, perché vi regala una consapevolezza nuova sulle reali possibilità e capacità di informarsi che abbiamo, spingendovi a diffidare definitivamente di semplificazioni, divulgazioni e, in generale, di tutto ciò che parla di temi complessi ma che vi viene reso comprensibile al volo.
Buona lettura: http://www.blogzero.it/2014/11/10/la-teoria-della-montagna-di-merda/

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e politica e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...