SMS dall’Eddie Lang Jazz Festival 2012

(sottotitolo: spiegazione ostensiva del motivo per cui il mio account Twitter è durato quattro ore 😀 )

Scorcio di MonteroduniLa piazza di un paese: case con pietra a vista su ogni lato e pavimento lastricato di bianco con rifiniture rosse. Complesso jazz impegnato in un’improvvisazione e birra nel bicchiere. Bevuta a piccoli sorsi. Lenti. Non tanto per la qualità della birra, ma per colpa del jazz.

Il jazz è un catalizzatore di lentezza. Rilassa, rallenta, rende le persone più attente ai dettagli; spinge l’ascoltatore ad assaporare il momento. E, se un bicchiere di birra è parte del tuo momento, anche quello va assaporato. Lentamente. Anche se si tratta di Nastro Azzurro allungata. :-S

E’ facile, se ci si trova da soli, iniziare a fissare il vuoto e, con il suono delizioso di batteria e sassofono nelle orecchie, misto al chiacchiericcio della piazza, lasciare il cervello in balia dei suoi pensieri; un po’ come in quelle notti insonni, in cui le parti più profonde della nostra personalità ammaccano il muro della corteccia cerebrale, a mo’ di ariete.

E così, l’ascolto diventa una sorta di sonno ad occhi aperti. Il viso si rilassa e diventa estremamente facile sorridere: guardare negli occhi una ragazza, o un amico, e sorridere.

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Una risposta a SMS dall’Eddie Lang Jazz Festival 2012

  1. Sir George ha detto:

    spettacolo

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