Rossi/Focardi e le nuove speranze per la fusione fredda‏

Dopo parecchio divertissement o, per parlare più terra terra, parecchie cazzate A bocca aperta, finalmente un post serio.

Avrete sicuramente sentito parlare, almeno una volta, di “fusione fredda”. “Fusione fredda” è un nomignolo dato, con intenzioni dispregiative, dai fisici che perseguivano la strada della fusione nucleare ad alte temperature. Il processo, finora, ha avuto parecchi detrattori, ed anche a ragione: infatti, tutti gli esperimenti di fusione fredda avvenuti fino a qualche mese fa non sono mai stati replicabili o non hanno mai generato guadagni energetici significativi. Un fisico ed un ingegnere italiano, rispettivamente Focardi e Rossi, invece, hanno ottenuto risultati ottimi, e soprattutto replicabili.

Qui faccio una breve introduzione all’argomento. Se non vi va di leggerla, zompate direttamente ai video che ho linkato alla fine. 😀 Almeno quelli vedeteli, perché ne vale la pena. E, se possibile, fateli vedere ad un fisico, perché il loro parere è sicuramente più fondato delle nostre buone impressioni. 🙂

Il processo di fusione proposto utilizza nichel ed idrogeno. La reazione è semplice: un atomo di idrogeno (H+), in pratica un protone, riesce a penetrare nell’atomo di nickel (numero atomico 28), entra nel nucleo e lo trasforma in rame (numero atomico 29). Ovviamente, non è rame in uno stato fondamentale, ma è rame in uno stato eccitato che, tornando nello stato fondamentale, produce energia. La parte inspiegabile del fenomeno è proprio come faccia il protone ad entrare nel nucleo senza essere respinto dai protoni già presenti. Per ora, né Rossi né Focardi hanno ancora trovato una spiegazione: di contro, hanno già trovato dei modi per catalizzare il processo e aumentarne l’efficienza.
Del resto, Focardi è un fisico sperimentale quindi, per forma mentis, non ha molta difficoltà ad accettare risultati che non hanno riscontro nella fisica teorica e a dire “ok, è successo, cerchiamo di capire perché”; di contro, molti fisici teorici rimangono scettici a priori perché, con le teorie attuali, reazioni del genere possono avvenire solo nelle stelle, ad altissime temperature, e secondo loro non può accadere altrimenti. Ma tant’è! La reazione avviene! 😀 E tira fuori un’energia che è 200 volte quella fornita! C’è da dire che quella in ingresso è energia elettrica, mentre quella in uscita è energia termica, cioè un’energia ad entropia più alta (meno pregiata, per usare le stesse parole di Focardi). Per chi non ha familiarità col concetto di entropia, si può fare questo parallelo: è la stessa differenza che c’è tra soffiare piano su una ventolina e metterla sopra un termosifone; in entrambi i casi la ventola girerà ma, a parità di energia prodotta, nel primo caso girerà di più. La riconversione da energia termica, ad alta entropia, in energia elettrica, ad entropia più bassa, fa perdere un fattore 2. In ogni caso, però, si ha un apparecchietto che produce 100 volte l’energia elettrica immessa.

Controindicazioni? Qui viene il bello. La reazione NON produce neutroni! Questo è grazie all’atomo di nickel, a quanto pare. I neutroni sono pericolosissimi, perché sono particelle pesanti, senza carica elettrica, quindi insensibili sia ai campi elettrici che a quelli magnetici, quindi capaci di vagare senza interferenze e di bombardare i nuclei atomici scindendoli (che poi, è il principio alla base della fissione nucleare, quella sfruttata nelle centrali attuali). Bene: niente neutroni, niente fissioni. Già è qualcosa.
Invece, nel passaggio del rame dallo stato eccitato a quello fondamentale, vengono emessi alcuni raggi gamma: questi, però, sono schermabili molto facilmente col piombo. Inoltre, supponendo di ottenere l’idrogeno per elettrolisi, la loro emissione sarebbe facilmente interrompibile. Infatti, se il rilevatore di raggi gamma rilevasse un valore anomalo, si staccherebbe l’alimentazione elettrica all’elettrolisi, si smetterebbe di produrre idrogeno e la reazione si fermerebbe subito (e l’immediatezza dell’interruzione è stata già testata).

Pare troppo bello per essere vero, ma sembra che funzioni.

Questi sono i link dei video della dimostrazione effettuata il 14 gennaio, presso l’Università di Bologna. Qui si vede come siano accurati i processi di verifica e misura. Chiunque abbia una formazione di fisica da Liceo Scientifico, come la mia, può seguire tranquillamente ciò che viene detto, senza perdersi quasi mai. Con questa dimostrazione, pare che abbiano convinto parecchi scettici:
http://youtu.be/z-0WvK2b7dU
http://youtu.be/u-Ru1eAymvE
http://youtu.be/dmHZrhTQhUc
(non vi spaventate per i link “strani”, è solo il nuovo meccanismo di condivisione di YouTube)
Questi video, in tutto, durano 40/45 minuti. Ci vuole un po’ di tempo per vederli, ma ne vale la pena.

Nei video appena proposti, ci si concentra molto sul processo di verifica, ma non c’è alcuna spiegazione di come avvenga la reazione. Se il rifiuto gentile e un po’ mellifluo dell’ingegner Rossi nel concedere il permesso per una particolare misurazione (quella sullo spettro di emissione) vi lascia scettici, nel prossimo video troverete la risposta: è l’intervista del prof. Focardi a Radio Radicale. Qui vengono forniti maggiori dettagli sul processo di reazione e vengono fatti parecchi rimandi alla dimostrazione effettuata a Bologna. Tra questi, viene spiegato il motivo del rifiuto (vi anticipo: è dovuto alla presenza di un componente catalizzatore, quello che ha reso così efficiente il macchinario, la cui composizione è segretata da brevetto). Quest’intervista è più breve (26 minuti), sottotitolata, e fornisce, spiegati molto meglio di quanto faccia io, un po’ di dettagli sulla reazione:
http://youtu.be/TbmJPqDwQm0

Raga’, vi dico solo buona visione! 🙂
E speriamo che funzioni veramente, e senza rischi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Scienza. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...