Qua volEno le pizze…

Stasera avremmo dovuto giocare l’ultima partita del torneo di calciotto. Siceramente, dopo un weekend sedentario avevo molta voglia di fare quattro tiri. Ecco però, che tra le cinque e le sei a Roma il tempo cambia: si alza un vento molto forte e fastidioso, gli alberi del giardino pubblico adiacente al mio palazzo oscillano in modo quasi inquietante. Non è esattamente il clima migliore per giocare a calcio, soprattutto se il campo è in una zona completamente scoperta e priva di palazzi. Vabbè, pare però che altri otto matti oltre a me e a Giovanni disposti a correre appresso ad una palla li abbiamo trovati; poi, gli organizzatori non rinvieranno mai una partita per troppo vento, e nemmeno io lo farei: l’unica volta che ho smesso di giocare per il brutto tempo è stato durante una grandinata. Open-mouthed Fatto sta, sarà che sto diventando pigro e pantofolaio, la voglia di giocare un po’ mi era passata.
Alle 19.30 arriva la chiamata dall’organizzazione: gli avversari non sono riusciti ad organizzare la squadra e la partita è vinta a tavolino. Bene… ora bisogna avvertire tutti quanti, prima che si presentino al campo… anche quel poveraccio di Gianluca detto Pinghittu che doveva passare a prenderci. No, anzi no, Gianluca è già sotto casa. Amen, avvertiamo gli altri e prendiamoci una pizza tutti insieme: io, Giovanni, Alessandro, Gianluca e Chiara. Pizza e film di culto, di quelli che ha Giovanni.
Ok, chiamiamo Pizza Tato; fa pizza buona e sta a due passi da qui. E invece no, fanno partire una sorta di segreteria, bisogna andarci di persona. Amen. Usciamo io e Gianluca, tira ancora un vento della madonna da far invidia al mio phon professionale da parrucchieri. Il giardino ed il parcheggio in pratica ricevono il vento direttamente dai castelli romani: non c’è quasi nessun palazzo in quella direzione, solo un grande parco ed i vialoni intorno agli studi di Cinecittà. Andiamo verso la pizzeria, che sta sulla Togliatti all’altezza di "Il mago del caffè"; andiamo con la macchina, nonostante in effetti sia vicina. Maledetta pigrizia dei motorizzati! Open-mouthed Lì il vento quasi non si sente, ordiniamo le pizze, i supplì, le crocchette e prendiamo quattro birre. Aspettiamo che siano pronte le pizze ed usciamo.
Torniamo a casa: io porto le pizze sulle cosce e reggo le buste con le birre e i fritti davanti alle mie gambe. Una volta arrivati, provo a sollevarmi dal sedile, reggendo con forza le teglie di cartone. Il vento è sempre fortissimo, ho paura che qualcosa prenda il volo. Gianluca scende per aiutarmi con le pizze. Io lo avverto: "Gianlu’, occhio alla pizza in cima alla pila, che questa pija ‘r volo!". Gianluca forse non mi ascolta o forse prende l’avvertimento alla leggera: afferra la pila delle pizze e, appena esposto al vento battente, si lascia sfuggire proprio quella in cima alla pila. Il cartone plana leggiadramente lungo il parcheggio tra le imprecazioni di Gianluca, poi atterra vicino alla ruota di un’automobile e vi si appoggia. A quel punto, non potendo più sospingere la teglia, il vento la scoperchia: la pizza viene sollevata e comincia a rotolare per il parcheggio, rendendo vano qualsiasi tentativo di recupero! Open-mouthed
A quel punto, io salgo con le quattro pizze rimaste e con bibite e fritti. Gianluca torna indietro a comprare altre due pizze, visto che alla fine gli è pure salita la fame. Open-mouthed
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